Premessa generale. Da dove siamo partiti

I servizi educativi, le scuole sono il bene comune più prezioso per una comunità che vuole ancora credere ed investire sulle nuove generazioni.

“ Educare è un verbo delicato” diceva una grande maestra, Margherita Zoebli[1]. Al centro di ogni apprendimento, infatti, non ci sono tecniche infallibili ma i bambini stessi, corpi, storie, sentimenti, parole diverse; accompagnare ognuno nel percorso personale di incontro con le cose, le persone, i saperi formalizzati è il mestiere delicato dei maestri. Favorire l’attenzione, la calma, la costanza, atteggiamenti necessari per fare esperienza, osservare, confrontare, comprendere contenuti e acquisire strumenti, da usare in modo libero, cioè creativo, per esprimere il proprio sé autentico. Quanta libertà culturale, quanti saperi, quanta disponibilità all’ascolto e al ripartire sempre da capo debbono manifestare educatori, maestri, professori! Una professione e un luogo bellissimo, quello della scuola, che ha bisogno del sostegno e della partecipazione di tutta la comunità perchè nella scuola la comunità (generazione, famiglie, professioni, mondi) si incontra e può vivere e prendere coscienza di sé. Nella scuola i bambini partecipano ad una comunità più grande, conoscono altre famiglie, vivono e pensano lo stare insieme.

Scuola e società debbono respirare insieme. L’impegno per la scuola deve coinvolgere, oltre ai singoli, tutta la macchina comunale per le diverse competenze, e tutta la ricchezza del patrimonio ambientale, storico e associativo, che tanti anni di lavoro hanno saputo costruire nel nostro territorio.  

Insieme può essere più bello

La tensione del lavoro sulla scuola è essenzialmente quella di promuovere il ruolo della scuola come comunità educante, come punto di riferimento ,come luogo di incontro tra generazioni e culture facilitando la costruzione di un senso comune, un senso di appartenenza ad una  comunità che valorizza le persone tutte e le relazioni tra esse.

Comunità-scuola multietnica

La scuola e la società devono “respirare” insieme.

Non possiamo più negare che la nostra società, e Nonantola con essa, siano realtà sempre più plurali con l’arrivo e la stabilizzazione di comunità di stranieri.

Questo apporto culturale, che è per noi un sicuro arricchimento per tutti i cittadini, va accolto dall’amministrazione, dalla scuola, dal territorio con i suoi servizi educativi e culturali, dalle associazioni di volontariato operanti nel paese, dalla comunità paesana tutta e va valorizzato e reso conosciuto.

La scuola è la prima cellula sociale dopo la famiglia, il primo momento di incontro e socializzazione, il primo luogo di accoglienza e di costruzione di relazioni tra studenti e famiglie. Scuola ed amministrazione non possono camminare se non insieme nella realizzazione di iniziative di vario carattere, culturale, sociale, ambientale; nella costruzione di percorsi individuali di accoglienza e integrazione; in un dialogo sempre aperto, vigilie e propositivo su tutto ciò che il momento storico attuale ci porta alla luce.

L’amministrazione deve porsi alcuni obiettivi essenziali ed imprescindibili:

  • facilitare l’accesso al mondo della scuola, prima cellula educante dopo la famiglia, in ogni ordine e grado, rendendola scuola a tutti gli effetti, diritto, fruibile ed aperto a tutti;
  • favorire il senso di appartenenza alla comunità e valorizzare il contributo di tutti alla realizzazione del percorso comune di crescita comunitaria;
  • favorire l’integrazione vera di tutti i fruitori dei servizi scolastici: ragazzi, ragazzi disabili, ragazzi stranieri, ragazzi in situazione di disagio socio-economico-culturale;
  • favorire l’inclusione e la valorizzazione dei singoli soggetti;
  • dare organicità alle risorse e i progetti presenti sul territorio, armonizzando le già numerose esperienze proposte dalle agenzie territoriali (biblioteca, ludoteca, fonoteca, musei, fondazioni, centro di educazione ambientale, attività sportive, attività ricreative.) nel tentativo di rendere le attività un tutt’uno in un percorso di crescita per ogni bambino-ragazzo e non un insieme di attività frenetiche e poco significative.

Obiettivi specifici:

  • Garantire agli studenti e alle loro famiglie strutture scolastiche adeguate, sane, solide.
  • Vorremmo impegnarci per facilitare e favorire la relazione e il confronto tra i genitori dei bambini in età prescolare e scolare e, contemporaneamente, offrire ai bambini spazi di socializzazione liberi. Crediamo che sia importante che esistano luoghi e momenti informali di incontro dove le famiglie possano avere occasione di conoscersi, di confrontarsi sulle proprie esperienze di vita genitoriale familiare e magari stringere relazioni che aiutino a sentirsi meno isolati e soli.
  • E contemporaneamente crediamo sia importante offrire spazi protetti di gioco e socializzazione per i bambini, luoghi dove, come nei cortili di una volta, i bambini possano vivere l’esperienza libera del gioco con i pari.

PROPOSTE

3.1 PRIMA INFANZIA (0-6)

Potenziamento ed efficientamento della capacità di accoglienza e di funzionamento dei nidi già esistenti e sperimentazione di ulteriori forme di risposta alle richieste di fruizione del servizio.

Obiettivo primario è che sia garantito l’accesso al nido a tutti i bambini per i quali viene fatta richiesta.  Il nido non va più considerato, perché non lo è più, un servizio a domanda individuale, ma come scuola a tutti gli effetti, e come tale dovrà, nei tempi possibili, essere gestita e garantita.  Si pone quindi un problema di capacità fisica dei locali ove svolgere le attività e di come operare per andare, se pur gradualmente, a ridurre gli attuali costi per le famiglie. Si ritiene che debbano essere coinvolte all’ottenimento dei maggiori risultati possibili anche le strutture presenti nei comuni dell’unione.

Crediamo altresì che sia importante che il mondo dei servizi per la prima infanzia (0/6 anni) siano adeguati e rispondenti ai bisogni della comunità, che siano in grado di accogliere le diverse esigenze delle famiglie. Per questo motivo riteniamo indispensabile sul nostro territorio realizzare appieno gli obiettivi della Legge regionale 25 novembre 2016, n. 19, “Servizi educativi per la prima infanzia”, che tra gli obiettivi prevede il sostegno alle famiglie nella cura dei figli e nelle scelte educative; pertanto si propone:

“di garantire risposte flessibili e differenziate alle esigenze dei bambini e delle famiglie, possono essere istituiti i seguenti servizi educativi integrativi al nido, anche nei luoghi di lavoro:

  1. spazio bambini;
  2. b)    centro per bambini e famiglie;
  3. c)     servizi domiciliari organizzati in spazi connotati da requisiti strutturali tali da renderli erogabili anche in ambienti domestici, purché idonei alle specifiche esigenze dell’utenza della fascia da zero a tre anni;
  4. d)    servizi sperimentali”.

In tutta Italia i servizi per la prima infanzia rischiano di tradire il loro mandato, di farsi sempre più “esclusivi”, fruiti dalle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, escludendo quelle che vivono fasi di difficoltà. Si conferma invece la necessità di allestire interventi educativi accessibili, flessibili, orientati a garantire uguali opportunità di accesso, a prescindere dalla condizione sociale o economica.

È necessario aprire alla cittadinanza servizi con accessibilità ad ampio respiro al fine di rispondere a più tipologie di esigenze sia delle famiglie sia dei bambini:

Spazio bambini: spazio aperto ad un massimo di 20 bambini di età compresa tra i 0 e i 36 mesi, articolato in 2/3 incontri settimanali mattutini di 4 ore, dalle 8.30 alle 13.00, gestito da due educatrici professionali. Lo spazio sarà ad iscrizione obbligatoria e ai partecipanti si richiederà continuità di frequenza durante l’intero percorso. Il servizio è pensato per bambini senza la presenza fissa del genitore, dopo un congruo periodo di ambientamento.

Centro bambini-genitori: spazio aperto ad un massimo di 20 bambini, accompagnati da un adulto, di età compresa tra 3 e 5 anni, articolato su 2 incontri settimanali di 3 ore, gestito da educatrici professionali e volontarie. Lo spazio sarà ad iscrizione obbligatoria e ai partecipanti si richiederà continuità di frequenza durante l’intero percorso.

Servizi integrativi: avvio di eventuali servizi integrativi all’offerta educativa istituzionale (tuggesmutters), figura professionale della mamma di giorno, vale a dire una madre che accoglie presso il proprio domicilio bambini di altre famiglie.

3.2 SCUOLA (materna, primaria e secondaria)

Proposta scuola cortile aperto

In Italia esistono varie esperienze dove i cortili scolastici vengono trasformati in spazi pubblici aperti al quartiere oltre l’orario scolastico. Da aree istituzionali i cortili diventano, ogni giorno, parchi gioco per le bambine e i bambini e un luogo privilegiato dove genitori e nonni possono incontrarsi, chiacchierare, socializzare e confrontarsi su argomenti comuni a tutte le famiglie. Questo rende la comunità aperta, inclusiva, vicina alle persone e ai loro bisogni, meno isolante, più vicina alla scuola e alla comunità educante tutta. Quale migliore occasione per aprirsi e parlare di scuola (e di tutto ciò che concerne la vita dei bambini/ragazzi) se non in una scuola che si apre alla comunità intera?

Crediamo che questi obiettivi possano essere sperimentati e raggiunti proficuamente anche a Nonantola.

L’obiettivo può essere molteplice: creare un ponte tra dentro e fuori la scuola, anche potenziando le iniziative esistenti, caratterizzando la scuola come centro civico; contemporaneamente, riqualificare le aree cortilive scolastiche al fine di offrire luoghi attrezzati e sicuri di socializzazione per adulti e bambini, che possano anche innescare nuove forme di gestione condivisa degli spazi esterni delle scuole.

I cortili di alcune scuole -pensati per accogliere il gioco e la socializzazione- verranno attrezzati per attività ludiche, per sedersi, chiacchierare, fare la merenda, per stimolare attività ricreative a sfondo didattico ed educativo.

Si ritiene che il progetto “Scuola cortile aperto” possa sperimentarsi già dalla scuola materna.

Formazione

Crediamo sia importante costruire un ambiente ”scuola-comunità” strettamente legato e collegato, che permetta di conoscere e valorizzare tutte le realtà educative e di servizi presenti sul territorio.

Molte sono le esperienze in questo ambito sia in Italia che non , dove la scuola e le agenzie territoriali in modo organico e continuo lavorano e si formano insieme.

Il nostro territorio vanta da sempre servizi all’avanguardia (biblioteca, ludoteca, centro educazione ambientale, fonoteca, centro intercultura) e disponibili all’incontro con la scuola e i suoi bisogni.

In questo momento riteniamo essenziale approfondire e rendere ancora più ”personalizzata” ed attuale la collaborazione tra scuola e territorio, per realizzare percorsi di formazione permanente per docenti, genitori, studenti stessi. Percorsi che partano dalle reali esigenze di ciascuna parte della comunità educante, che si costruiscano insieme, che rendano tutti consapevoli che in un momento storico così delicato si può ancora e sempre più educare insieme, realizzare una scuola che accoglie e crea comunità.

Conoscenza, coordinamento e armonizzazione delle proposte extra scolastiche.

La nostra scuola si trova ad operare in un territorio molto ricco, da un punto di vista storico, culturale.

I numerosi servizi e le offerte delle agenzie culturali, il patrimonio storico ed artistico che caratterizzano il paese sono un risorsa imprescindibile.

L’obiettivo che ci poniamo è di rendere sempre più conosciute le esperienze, rese armoniche nella loro totalità, innovative e rispondenti ai reali e mutati bisogni della scuola.

3.3 IN CONCLUSIONE.

La scuola è per noi ambiente educativo e di apprendimento, in ogni sua forma, organizzazione e momento della crescita dei bambini.

La tensione del nostro procedere è realizzare un cammino insieme, scuola ed amministrazione, nel reciproco rispetto delle competenze specifiche di ognuna delle due istituzioni, ma sempre in dialogo, in conoscenza reciproca delle problematiche e delle possibili soluzioni che si possono attuare.

Il reciproco stimolo e scambio non possono che essere la base per un lavorare serio e di ottimizzazione.

Chiudi il menu