Servizi socio sanitari

Servizi socio sanitari

UNA CASA DELLA COMUNITA’ A NONANTOLA 

Anche Nonantola deve attrezzarsi per far fronte a problemi propri di cambiamenti senza precedenti. Fenomeni climatici che testimoniano il punto al quale è arrivata l’incidenza della attività umana sull’intero equilibrio ecologico per la sopravvivenza dell’insieme delle specie viventi, uomo compreso.

Migrazioni massicce da ogni parte del globo che, oltre a permettere il funzionamento dell’apparato produttivo locale, con la loro presenza fluttuante appaiono come le avanguardie disperate ma tenaci di mondi sconosciuti, ma giovani e voraci di vita e consumi, annunciatrici di un rimescolamento generale dell’ordine fra i popoli.

La rottura di equilibri naturali espone a nuove ed inedite pandemie, come il Covid-19 , che sta mettendo a nudo limiti scientifici, tecnologici, e di organizzazione sanitaria. D’altro canto si manifestano tutti i fenomeni propri delle aree economicamente ricche: l’invecchiamento della popolazione, nuove aspettative di vita, favoriti dallo sviluppo della medicina e della tecnologia, calo della natalità autoctona.

A fianco di una nuova cultura del corpo e un’idea di salute intesa, non solo come mancanza di malattia, ma come equilibrio fisico, psichico ed affettivo, si sviluppano nuove patologie, quali stati depressivi, stanchezza cronica, anoressia, bulimia e obesità.

Una competizione che si è fatta mondiale alimentata da una finanziarizzazione incontrollata e gigantesche concentrazione produttive a sostegno di un consumismo insostenibile ha prodotto insopportabili disuguaglianze sociali, alimentato una precarietà del lavoro che si trasforma spesso in precarietà di vita, che crea divisioni fra gli individui, alimentando forme inedite di solitudine e incomunicabilità che produce una miriade di crisi individuali, nuova povertà sociale, paure, atti di violenza individuale e di gruppo, solo apparentemente inspiegabili.

L’eccezionale possibilità di comunicazione data dai nuovi mezzi tecnologici, permette di accedere ad una grande quantità di informazioni in tempo reale, producendo di converso fenomeni di omogeinizzazione culturale e comportamentale. 

LIBERTA’ E SICUREZZE

(per una comunità solidale)

Per governare simili problemi, che possono portare verso inedite opportunità di vita o verso una storica decadenza, necessita il crearsi di una cultura dell’interdipendenza tesa a costruire un nuovo rapporto fra “libertà e sicurezze”. Occorre cioè “federare” energie economiche, tecnologiche, scientifiche, sociali ed affettive guidate da tre criteri:

  1. La spesa pubblica e privata per aumentare la qualità sociale non è residuale ma strategica e produttiva della qualità della vita di una comunità e della sua capacità e possibilità di competere nella globalizzazione. Ciò è reso più necessario e possibile a seguito della epidemia di Covid-19 e delle risorse messe a disposizione della UE.
  2. Operare per una comunità in cui al centro vi sia il cittadino, inteso come soggetto unico, unitario ed irripetibile nella sua dimensione sociale, culturale e ideologica, con un suo originale “percorso di vita”. Una comunità sostenuta dall’idea dell’uguaglianza di opportunità di tutti, di poter esprimere al meglio le proprie abilità fisiche, intellettuali e culturali, che riconosca il merito e valorizzi l’assunzione di responsabilità nel rispetto della convivenza civile e del “comune ambiente di vita”.
  3. Presa in carico del cittadino nella sua “globalità” di bisogni e conseguente organizzazione dei servizi (pubblici, privati e del volontariato) in una visione unitaria socio sanitaria, funzionante a “sistema”, governato dal pubblico, in un ottica distrettuale, come prassi più adatta a produrre prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale.

UN PERCORSO DI SERVIZI

(a supporto dei singoli percorsi di vita)

In questa ottica occorre potenziare e funzionalizzare un percorso di servizi differenziati per patologie e bisogni sociali, che accompagni e supporti i percorsi di vita dei singoli cittadini.

Servizi pubblici, privati, del volontariato, di prevenzione, ambulatoriali, domiciliare, semi-residenziali, residenziali, ospedalieri. Puntando sempre a tenere il più possibile il cittadino nel proprio “ambiente di vita”. Utilizzando l’ospedale o i diversi centri di eccellenza solo nella fase acuta della morbilità. In questo senso molto utili appaiono strumenti come le telemedicina e il “fascicolo sanitario personale”. 

PRESA IN CARICO GLOBALE DEL CITTADINO

(il governo del sistema)

La logica di distretto e la costruzione di “case della salute” (in particolare quella di Castelfranco Emilia), ha permesso un notevole passo in avanti in questa direzione (anche come si sta sperimentando in occasione dell’emergenza Covid). 

Il campo in cui Nonantola potrebbe contribuire a sperimentare un ulteriore passo in avanti (anche sulla base delle esperienze fatte in questi anni e la disponibilità di una nuova leva di medici professionisti) è sul terreno di:

  1. Facilità di accesso ai servizi e presa in carico “globale” del cittadino.
  2. Appropriatezza delle cure e uso razionale delle risorse a disposizione.
  3. Continuità assistenziale socio sanitaria nell’utilizzo del “percorso dei servizi”.
  4. Gestione coordinata dei sostegni economici, sociali e tecnologici.

UN CENTRO DELLA MEDICINA DI COMUNITA’

A tale scopo pare necessario favorire il massimo di implementazione della “medicina di comunità”, anche mediante un accordo specifico fra Comune, Distretto e ASL, al fine di avere una congrua dotazione di personale, apparecchiature tecnologiche, idonei locali, il tutto normato da uno specifico protocollo operativo sperimentale fra le parti.

Questa organizzazione di diverse risorse deve avere al centro i medici di base coadiuvato a sistema dal pediatra, assistente sociale, infermiere, personale amministrativo, atto a facilitare i percorsi di utilizzo anche della medicina specialistica in ambito ambulatoriale, trasporti, utilizzo degli strumenti tecnologici e domotici, disponibilità di alloggi, disponibilità di supporti organizzativi familiari e di sollievo. Utilizzo corretto dei sostegni economici di diversa provenienza.

La direzione su cui lavorare, e lo ha dimostrato anche questa emergenza sanitaria, è la Medicina di Gruppo o Territoriale, in un continuum che, a seconda delle soluzioni adottate, potrebbe trasformarsi in una Casa della Comunità a Nonantola. Tale progetto di Medicina di Comunità prevederebbe che il Comune individui una sede dove possano esercitare un gruppo di medici di famiglia in forma associata. 

Questa compresenza permetterebbe di fornire prestazioni più efficaci ai pazienti:

  • un orario più esteso per le emergenze;
  • condividere una segreteria;
  • condividere un servizio infermieristica per alcune prestazioni di base;
  • inserire gradualmente figure specialistiche per rispondere ai livelli essenziali assistenziali (cardiologo, psicologo, geriatra, ecc.);
  • dare un ruolo prioritario alla prevenzione.

L’obiettivo auspicabile sarebbe quello di costruire un punto di continuità assistenziale e di pronto intervento attivo 24 ore su 24.

Un ruolo cardine in questa progettazione può rivestirlo la farmacia comunale, che già collabora fattivamente a diversi progetti con i servizi socio-sanitari.

CONSULTORIO FAMILIARE E PER ANZIANI

SUPPORTO PSICOLOGICO PER PERSONE FRAGILI

POTENZIAMENTO PER IL DIURNO PER ANZIANI

DISPONIBILITA’ DEL SERVIZIO DI GUARDIA MEDICA H. 24

BARRIERE ARCHITETTONICHE

Obiettivo di assoluta priorità, a definire il livello della capacità inclusiva e di civiltà di una comunità, è garantire a tutti il diritto alla libertà di movimento, attraverso l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche. 

Per barriere architettoniche si intendono:

  1. gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
  2. gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
  3. la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

E’ necessario intervenire non soltanto sugli edifici, in particolare quelli pubblici, garantendone l’accessibilità e la fruibilità da parte di tutti, ma anche, e con sempre maggiore determinazione, sulla libertà di movimento, di transito e di fruizione dei percorsi pedonali, dei collegamenti orizzontali esterni e delle piazze.

Riteniamo urgente la predisposizione di un piano organico di intervento per l’abbattimento e l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche presenti in particolare nella vivibilità e nella fruibilità del centro storico e delle sue piazze, ma anche negli altri contesti civici.

Urge una soluzione per migliorare la praticabilità da parte di tutti di Piazza Liberazione.

PROGETTI AVVIATI SUL TERRITORIO

Politiche Giovanili

Le politiche giovanili in questa consiliatura afferiscono all’assessorato alla cultura ma è fondamentale l’apporto dell’assessorato alle politiche socio-sanitarie:

  • sportello Giovani del Consultorio: molto importante è il progetto di collocare a Nonantola, anche solo per alcune aperture settimanali, lo sportello giovani del Consultorio che attualmente ha sede esclusivamente a Castelfranco;
  • educativa di strada: altro progetto è il rilancio dell’educativa di strada che si è interrotta un paio di anni fa;
  • contrasto alle dipendenze: rafforzare la collaborazione con le associazioni che operano nel contrasto alle dipendenze (da droghe, gioco d’azzardo, alcool, fenomeno Hikikomori, ecc.) per cercare nuove modalità di comunicazione e prevenzione nei confronti dei giovani;

Centri per disabili e anziani

In questi ultimi mesi si è contrattato con l’ente gestore del Centro Diurno per Anziani di Nonantola per ampliare l’apertura del servizio sia nell’arco della settimana, con l’apertura del sabato mattina, che in quello giornaliero, che da settembre prevede la permanenza a cena per gli ospiti.

Per quanto concerne invece i servizi alle persone disabili l’argomento è molto delicato e complesso poiché è in fase una riorganizzazione dei centri, sia diurni che laboratoriali. Il punto centrale è l’avvio del nuovo centro diurno di Castelfranco che potrà ospitare 25 persone di tutto il distretto. Verrà chiuso invece il Centro occupazionale Oasi che verrà sostituito da diversi laboratori socio-occupazionali (laboratori, agricoltura sociale, ecc.). Queste scelte, dovute in parte all’obsolescenza di alcune strutture e dall’altra alla necessità di rispondere più adeguatamente alla Lg regionale 14 e all’esigenza di aumentare l’offerta progettuale dei servizi, non sono state ben accettate da diverse famiglie.

Nonantola Comunità Amica (NCA) dell’Alzheimer: 

progetto in stand-by causa Covid. Era stata istituita una cabina di regia tra Assessorato ai Servizi Socio-sanitari di Nonantola, Medici e altri professionisti Ausl dell’Unione (Responsabili Distretto, Resp. Geriatria Dott. Fabbo, Psicologi, Infermieri, ecc.), Referente dell’Associazione G.P. Vecchi (associazione che si occupa di demenze), Prof. Chattat dell’Università di Bologna. Il progetto che nasce grazie all’Associazione Alzheimer Uniti (Presidente Manuela Berardinelli) si prefigge di creare una comunità in grado di prendersi cura delle persone con Alzheimer ai primi stadi della malattia, per permettere loro di continuare a rimanere presso il loro domicilio preservando alcune autonomie senza dover ricorrere all’istituzionalizzazione. Per realizzare NCA è necessario effettuare prima un percorso formativo, curato dagli esperti Ausl, a diverse categorie della città (polizia Municipale, negozianti, volontari, ecc.)  per sensibilizzarle e formarle sul tema dell’Alzheimer.

InformaDonne: 

numero telefonico in favore delle donne vittime di abusi e violenze fisiche o psicologiche. E’ un primo servizio orientativo, creato dai servizi sociali dell’Unione del Sorbara in collaborazione con le volontarie di ANC (Benemerite) e di ARCI (V-Day), che non sostituisce gli altri servizi nazionali ma li integra a livello locale. Le volontarie hanno svolto una specifica formazione.

AllattiAmo e Pannolinoteca: 

all’interno dei servizi offerti dal Centro per le Famiglie, che ha sede in ludoteca, è stato inserito il Progetto dell’associazione AllattiAmo che fornisce assistenza sull’allattamento (e non solo) alle neo mamme. Si è deciso quindi di trasferire il servizio della Pannolinoteca all’interno di questo progetto e non più sotto Niente di Nuovo. Le due associazioni hanno una base di appoggio all’interno della sede dell’associazione Anni in Fuga.

Pronto a farti compagnia: 

progetto di assistenza telefonica per i cittadini più fragili, nato durante il lockdown con la Consulta del volontariato e ancora attivo.

Ho in mente te: 

è un’associazione di volontariato che si occupa già da diversi anni di effettuare ginnastica alle persone con Parkinson. Nell’ultimo anno si è attivato anche un servizio di sportello settimanale di sostegno per i care-giver.

MEDICI DI FAMIGLIA

Decisivo ed imprescindibile è il ruolo che possono e debbono svolgere i medici di famiglia su qualsiasi ipotesi di progetto di implementazione, rafforzamento, qualificazione e sviluppo dei servizi e delle prestazioni sanitarie sul territorio. 

Si ribadisce inoltre la necessità di avere una strategia comune di coordinamento fra tutte le realtà che operano nel campo dei Servizi Sociali a Nonantola (Assistenti Sociali, OSS, Servizi del Distretto, volontariato e cittadinanza attiva) ed anche tra  i pediatri ed i medici di medicina generale, punto di riferimento importante per la salute della cittadinanza.

  Questo permetterebbe di lavorare al meglio sia sul versante della promozione della salute in senso stretto (stili di vita, vaccinazioni, screening, prevenzione delle dipendenze e delle situazioni di disagio degli anziani, dei giovani e delle famiglie) sia sul versante degli interventi su situazioni già patologiche (devianza minorile, violenze domestiche, dipendenze da sostanze, ludopatie, disturbi del comportamento alimentare).

Oltre alle prestazioni ed alla attività svolta dai Medici di famiglia negli orari da ognuno fissati, sul territorio è offerto un ulteriore servizio:

  “Continuità assistenziale integrata codici bianchi” – Nonantola

Nell’ambito del progetto di gestione integrata della continuità assistenziale, un gruppo di Medici di Medicina Generale del distretto di Castelfranco, facenti parte della cooperativa MDF7, fornisce un servizio di continuità assistenziale a tutti i cittadini del distretto nei giorni prefestivi e festivi, limitatamente alle prestazioni urgenti che non necessitano di visita domiciliare, ma che sono risolvibili con una visita ambulatoriale.

A Nonantola è attiva la sede operativa di Via Curiel, 9 – tel. 338 116 8704

  LE FARMACIE

Un ruolo sempre più importante hanno assunto le farmacie per le prestazioni che garantiscono alla cittadinanza in termini di efficienza e di tempestività.

LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

Rilevanti sono il ruolo sviluppato e i servizi garantiti dalle associazioni, dagli enti del terzo settore, operanti nel settore socio sanitario, nei due indirizzi principali: delle azioni a supporto e a sostegno di specifiche patologie o disabilità e della gestione e dell’offerta di servizi generali per i cittadini e la comunità.

   Della prima categoria sono attive a Nonantola le seguenti associazioni:

  • Per mano (Disabilità)
  • G.P. Vecchi (Alzheimer)
  • Ho in mente te (Parkinson)

Offrono servizi e garantiscono prestazioni le seguenti associazioni:

  • A.V.P.A. – Croce Blu
  • AUSER
  • AVIS / AIDO
  • ALLATTIAMO / PANNILINOTECA

A queste vanno aggiunge tante altre associazioni, con sede in altri Comuni della Provincia, che si occupano di specifiche problematiche e che possono e riescono ad intervenire su particolari esigenze.

E’ quanto mai necessario ed utile che tutte queste organizzazioni di volontariato vengano pienamente coinvolte, sia in fase progettuale sia nelle azioni e nelle attività sul territorio,  per potenziare ed arricchire la capacità di un efficace intervento sulle situazioni di fragilità e di bisogno.

Considerazioni finali.

E’ indispensabile attivare un gruppo di lavoro che coinvolga i diversi  soggetti che operano nel campo socio sanitario in grado di costruire una cornice progettuale da riempire man mano di contenuti e ipotesi operative. 

Altro elemento da sottolineare è l’importanza del lavoro di rete a più livelli, dalla lettura dei bisogni del territorio alla creazione di risposte idonee e di nuovi servizi. Oltre che un confronto continuo con la giunta, è fondamentale lavorare a stretto contatto con gli altri assessori dei servizi socio-sanitari del distretto (Tavolo Welfare) dato che i servizi sociali sono gestiti a livello di Unione.

E’ importante poi rapportarsi con le varie associazioni di volontariato sanitario tramite la partecipazione ai CCM (Comitato Consultivo Misto) e con le associazioni del terzo settore locale. Il Tavolo Inclusione dovrebbe aiutare proprio per agevolare queste dimensioni: il mettere in rete le varie esperienze e dare un ruolo centrale alle associazioni nella co-progettazione dei vari servizi.

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