Scrivere il curriculum vitae

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Nasco a Modena, solo “di passaggio”, il 21 Settembre 1960, in via Guicciardini (allora andavano di moda le “cliniche”), ma dopo 3 giorni sono di nuovo a Nonantola, in via IV Novembre, nel cuore del paese. La famiglia di mio padre è a Nonantola da generazioni ,da parte della mia mamma ho solide ascendenze Lunigiane (gente intelligente, che ha venduto libri impilati nelle gerle in ogni angolo del mondo).

Mi diverto come un matto a giocare in piazza Gramsci coi miei compagni di strada (al pallone, con i “cuercin”, sparando le bacche degli spaccassi con le cerbottane…), mi piace moltissimo guardare Giocondo l’idraulico e Parenti il meccanico di biciclette nelle loro botteghe, tutti e due molto “slow” e senza nevrosi… Faccio le elementari alle “F.lli Cervi”, molto serenamente. Ricordo però nitidamente un maledetto giorno di dicembre, quel buco terribile nel pavimento della Banca nazionale dell’agricoltura in piazza Fontana… Le medie passano rapide, eravamo in prestito nel palazzo del Seminario, al pomeriggio leggevamo “La tregua” di Primo Levi, ricordo che mi colpì moltissimo. Passo alla scuola Superiore, Liceo San Carlo, ambiente sicuramente non “di sinistra”, ma riesco anche ad organizzare qualche assemblea e penso di essermi guadagnato la stima di molti miei compagni.

Nel frattempo mi ronzava in testa l’idea di fare il medico, così mi iscrivo a Medicina, a Modena. Dopo sei anni, un pellegrinaggio a piedi da Nonantola a Cognento e ritorno per la promozione ad anatomia, qualche migliaio di chilometri in bici causa di amichevoli contrasti con mio padre che regolarmente mi negava la macchina, mi sono laureato. Poi mi sono specializzato in Ematologia, ho fatto il soldato (un poco paraculo perché ho fatto il sottotenente in aereonautica…), ho prelevato il sangue di ignari e fiduciosi cittadini in vari laboratori, parecchie notti e domeniche di guardia medica fra Modena, Carpaneto Piacentino, Crevalcore, Sant’Agata, qualche incarico ospedaliero e in Igiene Pubblica, per poi approdare, stabilmente e con piena soddisfazione, alla medicina di famiglia, cinque anni nelle terre infide e semibarbare di Ravarino, e finalmente a Nonantola dal febbraio 1997(e come si dice a iò mèss al porc a l’òra).

Parallelamente mi formavo nella Parrocchia di Nonantola, in quegli anni pieni di fermenti, stimoli intellettuali, assemblee, contatti con altre realtà… don Arrigo (che persona straordinaria) don Emanuele e don Gianni ci hanno insegnato a guardare al mondo senza pregiudizi e senza chiusure! Lo scautismo mi ha ulteriormente aiutato a maturare come persona e cittadino e mi ha fatto davvero scoprire la bellezza(non sempre facile) di fare strada assieme anche a chi ha radici ed esperienze diverse dalle tue.

Un’altra esperienza che mi ha fatto molto bene è stata quella legata al volontariato presso il Ceis, sia come operatore-conduttore di un gruppo di auto aiuto per persone con problemi legati all’alcool, sia come volontario presso una casa che ospitava persone che stavano facendo un percorso, faticoso ed accidentato, di “liberazione” dalle droghe.

Nel frattempo,1992, ho pensato che non era bene che l’uomo fosse solo, così, anche senza privarmi di una costola, ho sposato Maria Grazia (santa donna) che da allora, non senza rimpiangere l’incauto sì, mi sta accanto e porta avanti l’“azienda di famiglia” costituita da Davide, Lucia, Maria Chiara (figli), Maggie (cane) Ninì (gatta), comunque animali pensanti! Nonostante i 58 anni suonati, come me, e nonostante che lo scorrere del tempo abbia forse intiepidito ideali e sogni covati con forza qualche decennio addietro, un poco di spirto guerriero continua timidamente a ruggirmi dentro per cui sognerei e mi impegnerei ad avere:

1) Nonantola e il mondo senza persone che si credano portatori di verità assolute da imporre con forza ad ogni “diverso”;

2) Nonantola e il mondo riabbelliti e resi luminosi dal rispetto e dalla cura per le acque, i boschi, i campi, i tempi della Natura e dell’Uomo, dalla conservazione e dall’uso giudizioso e solidale delle risorse della Terra, dall’abolizione delle armi e degli eserciti, dalla ridistribuzione delle ricchezze così scandalosamente accumulate da pochi a scapito di tanti….

Infine mi piace chi ha dei dubbi e chi è capace di dire “non lo so”, non perché è stupido, ma perché pensa.

…mo che dù maron che ‘tse fat gnir con ‘sta presentazioun! Fatene l’uso che volete, vi voglio bene,

W Una mano per Nonantola!

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