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Cosa serve fare, oggi?

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Mettiamo al centro questa domanda: Cosa serve fare, oggi, per corrispondere alle esigenze della gente
e dei territori?

Come ci attrezziamo per metterci nelle condizioni di dare le risposte più adeguate ed efficaci di fronte
ad una crisi che ha accresciuto le disuguaglianza, la povertà e le situazioni di disagio e di fragilità?

La ripresa che fa crescere il PIL recupererà le disparità o l’aumento delle tariffe, delle utenze, del gas e
della benzina appesantiranno ulteriormente le difficoltà della parte più debole della società?
Tutti i nodi vengono al pettine.

La pandemia ha reso plasticamente più evidente che non è più possibile continuare a vivere, puntando
a “crescere” a prescindere dagli equilibri necessari, dal rispetto dell’ambiente, della sostenibilità, e non
affrontando davvero le disuguaglianze e le povertà che attanagliano grandi parti delle popolazioni di
tutto il mondo.
Ci si impone di invertire drasticamente la rotta: non c’è più tempo per gli aggiustamenti di facciata, le
titubanze e le resistenze.

Se vogliamo preservare un futuro alle nuove generazioni dobbiamo intraprendere un nuovo progetto,
attraverso il quale l’umanità possa progredire senza distruggere il terreno su cui cammina: dobbiamo
riuscire a declinare le grandi opzioni della sostenibilità e dell’uguaglianza praticando scelte radicali sui
nostri territori, che siano coerenti e funzionali ad un reale cambiamento.

Per fare tutto questo cosa serve?

Innanzitutto, creare una larga base di consenso, scegliere approcci e modalità inclusive, che
favoriscano il coprotagonismo di tanti alla definizione ed al conseguimento degli obiettivi.

E’ necessaria una fase nuova di rilancio e di costruzione di una forte capacità propositiva e
realizzatrice.
Questa è la responsabilità che ognuno deve prendersi.
Abbandoniamo le vecchie logiche di chi vince e di chi perde: se non cambiamo perdiamo tutti.
Abbandoniamo i fortilizi, il già sentito, in cui ci ripariamo, usciamo allo scoperto, sfidiamo le difficoltà,
illuminiamo i problemi, accettiamo la sfida della costruzione di una nuova stagione.

Il laboratorio politico programmatico, che “Una mano per Nonantola” ha proposto alle forze del campo
progressista a Nonantola, che dovranno ritrovarsi e ricompattarsi, non sarà all’altezza delle necessità
ed adeguato agli obiettivi se non saprà ricercare ed aprirsi al confronto e al contributo di tutte le
componenti associative e del volontariato che operano sul territorio.
Dobbiamo favorire la partecipazione. L’astensionismo dal voto che si è verificato nelle ultime elezioni
amministrative rileva un malcontento, una disillusione, un rifiuto a condividere di una crescente parte
della comunità. Dove si potrà volgere tutta questa area del non voto se non trova davvero più nessuna
opzione credibile? Dobbiamo fornire questa opzione prefigurando la fuoriuscita da questa crisi e la
costruzione di un futuro possibile.
E allora ritroviamoci. Ogni componente della nostra comunità (forze politiche, organizzazioni di
rappresentanza, associazioni, volontariato e i cittadini tutti) ha intrapreso un proprio cammino, teso a
conseguire i propri obiettivi. Le scelte difficile e radicali che siano chiamati a prendere necessitano che
tutti si converga nella direzione del cambiamento.
Le istituzioni hanno la loro funzione e le loro prerogative. Non sono in discussione.

Quello che si propone è che le scelte per lo sviluppo del nostro territorio siano il frutto del più ampio
confronto, che consentirà all’ente pubblico preposto di addivenire a conclusioni utili e condivise.
Le questioni sulle quali si deve accelerare e mettere a fuoco le risposte sono state già ampiamente
individuate:

  • modalità e tempistiche per la gestione dei rimborsi dei danni provocati dall’evento alluvionale, con particolare attenzione alla verifica dei criteri che consentono di accedere a detti rimborsi;
  • riguardo all’assetto idrogeologico ed il rischio idraulico, la vulnerabilità territoriale e la pianificazione urbanistica:
    • sollecitare l’amministrazione locale e gli enti istituzionali superiori (Regione ed AIPO) a mettere con urgenza in cantiere gli interventi straordinari e le opere necessarie per intervenire sulle arginature del fiume Panaro e con misure che consentano, in caso di nuovi allagamenti, di poter governare le acque e farle convergere, individuando percorsi, anche a ridosso del fiume, in aree agricole ad allagamento controllato fuori fiume, di modo che si possano risparmiare le aree ad alta densità abitativa e a destinazione artigianale e commerciale da nuove calamità;
    • velocizzare l’avvio della discussione del PUG (Piano Urbanistico Generale) aperta alla partecipazione larga della nostra comunità, atteso che le scelte che verranno prese caratterizzeranno lo sviluppo della nostra città per tanti anni a venire. Con urgenza è parimenti necessario che si addivenga alla definizione dei nuovi vincoli urbanistici che dovranno più coerentemente rappresentare e corrispondere alla reale situazione del nostro territorio, sulla base delle risultanze del rapporto della Università di parma, curato dal Prof. Mignosa, alla luce appunto delle situazione determinatesi con l’alluvione del 6 dicembre scorso;
    • operare per contrastare il consumo di suolo e per una efficace rigenerazione urbana;
  • promuovere e realizzare le opere che consentano una mobilità sostenibile: il progetto per la ciclabile Nonantola/Modena, collegamenti ciclabili con le frazioni, l’introduzione dei limiti di velocità a 30 Km/h nelle zone del centro urbano;
  • sostenere ed incentivare la cura del verde e dei parchi, anche attraverso la collaborazione delle associazioni di volontariato presenti sul territorio e della cittadinanza, e la predisposizione di un piano di nuove piantumazioni;
  • implementare la capacità operativa e di intervento dei servizi sociali, potenziare e qualificare i presidi e le prestazione del servizi socio sanitari; recuperando prontamente la distanza, le difficoltà di accesso che la pandemia ha contribuito a scavare tra servizi, uffici e cittadini;
  • favorire e valorizzare la rete dei soggetti del volontariato perché possano esprimere al meglio l’esperienza e le competenze di cui sono portatori;
  • rilanciare il ruolo e le funzioni della Consulta del volontariato e dello sport, e ridefinire le convenzioni con le associazioni sportive;
  • portare a realizzazione i progetti per fronteggiare l’emergenza alloggi;
  • interventi sui plessi scolastici, in particolare sul Don Beccari, e rivitalizzazione dei
  • rapporti con la direzione didattica;
  • interventi sul palazzo comunale, l’avvio della realizzazione del luogo della memoria di Villa Emma.

L’elenco non è certamente esaustivo delle questioni aperte che meritano tutta l’attenzione
dovuta ed un confronto largo e partecipato, anche sulla definizione del PUG, che consentirà di
mettere in luce tutte le urgenze e le necessità.
Su queste esigenze ci si dovrà mettere a lavorare. Su questi obiettivi ci si dovrà confrontare e
trovare le soluzioni migliori. E’ su questi impegni che si misureranno le volontà e le coerenze.

Fronteggiare i problemi e i bisogni del proprio territorio è l’essenza dell’azione politica.
Questo è quello che, a mio avviso, serve fare, da subito.

Libero

Nonantola, 28 ottobre 2021

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Massimo Baldini

    Come al solito non una parola sulla cultura. È ormai diventata solo una parola vuota, la storia non interessa a nessuno, eppure come si può progettare il futuro senza conoscere il passato… le problematiche elencate partono da lontano, in alcuni casi sono frutto dell’ignoranza del “già successo” e non credo che ci siano ricette semplici per risolverle… Buon lavoro. Massimo

  2. Loredana

    C’è tanto da fare.io sono d’accordo.e sono pronta a collaborare.anche pulire le strade.?

  3. Stefano Turrini

    Ah. Vabbè. Tutto chiaro. Poi però parliamo della Sindaca. Del suo personalissimo modo di intendere le sue funzioni, del suo originalissimo concetto di “condivisione” , ma anche di “informazione”e pure di” “ascolto”. Di come costruisce i rapporti chi o quali siano i suoi reali referenti. Della sua personalità politica, va’! E così magari cerchiamo anche di capire quanto e se il PD sta alla Nannetti, e la Nannetti al PD. E tutt’e due, ai cittadini. Sennò, Libero, friggiamo la solita aria. Ma l’olio (questo è chiaro), si è già tutto consumato. E il fondo della padella puzza di bruciato.

  4. Loredana

    Ripulire Nonantola.sono a completa disposizione se bisogna aiutare.

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