Le donne stesse… spesso si attardano in una rivendicazione critica… Il mondo di un incontro non tradizionale della fecondità tra i due sessi quasi non esiste…

Luce Irigaray, Etica della differenza sessuale, 1985.

Un gruppo di donne e di uomini, portatori di tante differenze e impegnati nei molti campi della società nonantolana, decide di confrontarsi in prima persona con le funzioni e l’operatività dell’istituzione comunale, quella più vicina alla gente, la prima cui tutti ci rivolgiamo.

Vorremmo una maggiore solerzia? Un approccio più sensibile ai problemi dei cittadini? Più entusiasmo e coraggio nel cercare strade nuove? Bene, proviamoci in prima persona, con umiltà, insieme agli altri, confrontandoci e studiando. Mi sembra un bell’inizio, un modo, in particolare, per rispondere alla crisi della politica, alla sfiducia nelle istituzioni e nella stessa democrazia. In particolare mi piace che tante donne e ragazze abbiano partecipato alla stesura delle proposte programmatiche e che otto dei sedici candidati siano donne.

Come possono uomini e donne condividere il mondo in un rapporto paritario e rispettoso della differenza che caratterizza l’umanità che, appunto, non è neutra bensì maschile e femminile? Mi sembra questione centralissima della vita civile, politica, economica e culturale. Invece intorno a questa emergenza vi sono semplificazione e strumentalizzazione, chiusure preconcette e stereotipate, che si esprimono spesso con toni violenti e retrivi.

Auspico che lo stare insieme dei candidati e delle candidate, dei sostenitori e delle sostenitrici di “Una mano per Nonantola” sia un cimento per una cultura delle relazioni che possa consentire alle donne e agli uomini una evoluzione, un divenire libero e pieno della nostra umanità, maschile e femminile, nella vita pubblica come in quella privata.

Lauretta Bulgarelli, anni 63, educatrice d’infanzia in pensione.

 

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