Sono nato a Sassuolo nel 1978 quando in Italia veniva inaugurata la prima Ludoteca… a Nonantola! E qui ho deciso di mettere le radici con la mia famiglia nel 2002. Laureato in Scienze dell’Educazione e Psicologo, coordino un centro diurno che ospita persone adulte con disabilità. In e con la Partecipanza Agraria abbiamo realizzato un orto facilitato accessibile anche alle persone con difficoltà motorie.

Con mia moglie Barbara, quando ancora eravamo fidanzati, ci piaceva venire a Nonantola a noleggiare CD alla Fonoteca, che all’epoca aveva sede nella Torre dei Modenesi, e per i concerti Rock del Vox. Una volta trasferiti abbiamo scoperto tante altre bellezze della nostra città: Villa Emma con la sua storia di accoglienza, la Partecipanza con la sua tradizione agraria e ambientale oramai millenaria, l’Abbazia, il Nonantola Film Festival e la Festa della Musica…Tante gemme che con la nostra lista civica ci proponiamo di conservare gelosamente ma, allo stesso tempo, di apportarvi nuova linfa. Attività e luoghi di interesse storico-culturale che, se valorizzati anche grazie a un’implementazione dei percorsi di mobilità dolce, possono rappresentare un volano per la rinascita del centro storico e delle sue attività commerciali.

Io e Barbara abbiamo deciso di sostenere attivamente “Una mano per Nonantola” perché oltre a condividerne ideali e progettualità, conosciamo le persone che vi fanno parte, dato che abbiamo condiviso con molti di loro l’esperienza del Gaslow e altri percorsi significativi: amici e amiche che con passione, motivazione e tante competenze hanno deciso di mettersi in gioco e metterci la faccia in un passaggio di tempo dove sarebbe molto più facile e comodo sotterrarla! Consapevoli però che i miglioramenti che vogliamo per la nostra comunità devono necessariamente partire da noi stessi e dai cambiamenti nei nostri stili di vita.

Piero Bertolini, un grande Pedagogista, ci ha insegnato l’importanza dell’“Educare al bello” come prospettiva e strategia pedagogica per costruire percorsi di senso etico rivolti ai “ragazzi difficili”; ecco forse questo è un valore che oggi possiamo estendere a tutta la nostra comunità: per prendercene cura, per valorizzarla, per ri-costruire insieme un senso civico basato sull’accoglienza e il rispetto del nostro ambiente e delle diversità. Insieme si può!

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