“Pianta hai sete?” chiedevo ai fiori di mia nonna, poi, convinto che la risposta fosse stata affermativa, giù acqua. Questo succedeva circa 34 anni fa, avrò avuto due anni, nasceva la mia passione per le piante. Anni dopo scoprivo che sotto le foglie delle amarene c’era un mondo spietato e affascinante, in quei pochi cm2 potevo farci un safari, scoprivo gli insetti. Più tardi gli studi universitari in agraria mi hanno aiutato a spiegare il perché di tante cose che, prima di allora, avevo solo osservato. Da circa una decina d’anni collaboro con enti che si occupano di ricerca applicata e di sostegno all’agricoltura (Università di Modena e Reggio Emilia, Consorzio Fitosanitario di Modena, CREA) e seguo progetti in ambito prevalentemente entomologico. Queste esperienze, che potrebbero sembrare molto specialistiche e settoriali, mi hanno permesso di comprendere come, problemi apparentemente ben definiti e circoscritti, abbiano implicazioni profonde anche in ambiti molto distanti dall’origine del problema.

Ho vissuto la mia partecipazione ai lavori di costruzione del nostro programma come il naturale proseguimento di un percorso di impegno sul territorio iniziato col volontariato nel gruppo Scout e proseguito nell’associazione “Giunchiglia-11” nella Partecipanza Agraria e nella costituzione del comitato “Anni in fuga”.

Non avendo trovato motivi sufficientemente validi per dire di no, assumo questo impegno ad espormi in modo diretto non senza timori, ma confortato dal trovarmi insieme a compagni di strada che con percorsi simili al mio, o del tutto diversi si sono trovati e ritrovati ad un incrocio. Se la fatica della strada è difficilmente sopportabile dal singolo, insieme è tutta un’altra storia… Perché non provarci allora?

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